Intestazione Rivista Psicologia dell'Educazione
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La rivista quadrimestrale a carattere scientifico e professionale si rivolge a insegnanti, dirigenti scolastici, operatori dei
contesti educativi e formativi, psicologi dello sviluppo, dell’educazione e della formazione e vuole essere espressione della ricerca psicologica nell’ampio e variegato settore educativo

INDICE 2-2021

 

Editoriale

 

NUCLEO MONOTEMATICO

MUSICA, COGNIZIONE E APPRENDIMENTO: TRA NEUROSCIENZE E EDUCAZIONE

 

Introduzione

Dolores Rollo

 

Supportare bambini e ragazzi con difficoltà linguistiche attraverso interventi a base ritmico-musicale

Serena Germagnoli, Alessandro Antonietti e Alice Cancer

 

Nel caso di bambini e ragazzi con difficoltà linguistiche o di lettura si presenta la necessità d’individuare metodologie efficaci e stimolanti, utili a contrastare sentimenti di frustrazione. La musica, con le sue potenzialità, può portare un valido contributo all’ambito del miglioramento del linguaggio verbale, con cui possiede diversi punti di contatto. Nell’articolo si descrivono alcune ipotesi a fondamento del transfer di competenze dal dominio musicale a quello linguistico, le condizioni che rendono la pratica musicale efficaci per il miglioramento di capacità verbali e alcuni training proposti in questo campo. Si discutono infine le prospettive di questa area d’intervento.

 

Apprendere attraverso il corpo, la musica e il ritmo

Gli effetti positivi della Sincronizzazione Ritmica secondo i principi della Cognizione Incarnata

Sofia Russo ed Eloisa Valenza

 

L’esperienza musicale ha effetti positivi sulla cognizione, l’umore e l’apprendimento. Il ritmo, in particolare, svolge un ruolo trainante nel guidare l’attenzione di chi ascolta, promuovendo la sincronizzazione del corpo e attivando uno stato mentale di veglia e predisposizione all’apprendimento. Il presente contributo riporta le principali evidenze sul tema presenti in letteratura, volte a dimostrare come l’esperienza musicale nei contesti d’apprendimento scolastico sostenga gli spontanei meccanismi di conoscenza del mondo che i bambini e le bambine operano anche attraverso la loro esperienza somatica. A tal fine, vengono presentati e discussi diversi contributi provenienti dall’ambito delle neuroscienze cognitive, della psicologia e della pedagogia, in un’ottica integrata volta alla promozione e allo sviluppo della persona nella sua interezza.

 

La musica non è secondaria

Effetti di un training musicale su memoria di lavoro e abilità fino-motorie

Veronica Di Pasquale e Dolores Rollo

 

Il presente studio ha avuto l’obiettivo di valutare l’efficacia di un training musicale su alcune funzioni cognitive come la memoria di lavoro visuo-spaziale e su abilità fino-motorie. Hanno partecipato 49 studenti e studentesse di due classi prime di una scuola secondaria di primo grado suddivisi in due gruppi bilanciati per numero, genere ed età: partecipanti al training musicale e gruppo di controllo (nessuna attività musicale specifica). Tutti hanno effettuato test neuropsicologici prima e dopo un training che ha avuto cadenza settimanale e durata di quattro mesi. I risultati rivelano una differenza statisticamente significativa tra i due gruppi, sia nella memoria sia nella scrittura, e suggeriscono importanti applicazioni in ambito scolastico.

 

Ascolto di musica in cuffia e Audiopsicofonologia di Tomatis a confronto in bambini di cinque anni

Chiara Piccinini, Attila Birò e Raffaella Leonelli

 

Il progetto “Sentiamoci bene” ha messo a confronto l’ascolto di musica in cuffia e l’Audio­psicofonologia di Alfred Tomatis (apf), verificandone l’efficacia sull’acquisizione di alcune competenze di base per l’apprendimento. È stato scelto un disegno di studio controllato randomizzato a due bracci paralleli in doppio cieco su una popolazione di 103 bambini (53 femmine e 50 maschi) frequentanti l’ultimo anno di due scuole dell’infanzia. L’attenzione e la discriminazione uditiva sono state testate coi subtest della Batteria di Valutazione Neuropsicologica 5-11 (bvn5-11), il Visuo Motor Integration test (vmi) ha permesso l’analisi dell’aspetto visuo-motorio, infine, le insegnanti hanno compilato il questionario osservativo per l’Identificazione Precoce delle Difficoltà di Apprendimento (ipda) prima del training e a due mesi dalla sua conclusione. Il gruppo Tomatis ha mostrato un miglioramento che si è rivelato essere statisticamente significativo nel confronto fra i due gruppi nel vmi parziale (p=0,012) e nell’ipda (p=0,007). L’apf sembra essere uno strumento valido e semplice per lo sviluppo degli elementi di base per l’apprendimento e la letto-scrittura.

 

Musica e disabilità

Imparare a suonare la batteria con un training a fluenza

Alberto Cavagni e Luca Vascelli

 

Nel presente studio è stata indagata l’efficacia di una procedura a fluenza per l’apprendimento di un’abilità quale la pratica della batteria, valutata prima e dopo lo svolgimento di un training specifico. Allo studio hanno preso parte tre studenti maschi, di età compresa fra i tredici e i sedici anni con Disturbo dello spettro autistico (asd). L’indagine è stata condotta secondo un piano di ricerca a soggetto singolo. La variabile indipendente utilizzata, è stata una procedura d’insegnamento a fluenza sulla esecuzione di un ritmo 4/4 con la batteria. La variabile dipendente misurata è stata il numero di battute musicali suonate correttamente in sessioni della durata di un minuto ciascuna. I risultati ottenuti mostrano un aumento del numero di battute musicali suonate correttamente, oltre a un crescente coinvolgimento musicale trasversale al lavoro di laboratorio.

 

 

 

IL CONTRIBUTO DELLA RICERCA

 

Gli effetti rigenerativi dell’esposizione ad ambienti naturali in bambini e adolescenti

Revisione sistematica della letteratura dal 2010 al 2021

Giulia Mariani, Chiara Marchi, Monica Cattalini e Francesca Cavallini

 

In questa revisione sistematica della letteratura vengono presentati gli studi di ricerca, attraverso una sintesi dei dati, che si sono occupati d’indagare quanto gli ambienti naturali influissero sul benessere di bambini e adolescenti e quanto questi contribuiscano a modificare il loro livello di benessere percepito. Sono stati inclusi nella revisione cinque articoli in lingua inglese per una totalità di 2.401 studenti coinvolti, di età compresa tra gli zero e i diciassette anni. Tutti i soggetti coinvolti negli studi sono bambini e adolescenti senza diagnosi di disturbi psicopatologici, inseriti in un contesto scolastico. Si è preso in esame tra gli strumenti utilizzati Perceived Restorativeness Scale (prs), strumento che consente di misurare quanto un ambiente è rigenerativo per chi lo frequenta. I dati analizzati hanno riportato come il benessere fisico e mentale in bambini e adolescenti aumenti in modo positivo in presenza di aree verdi all’interno dell’ambiente scolastico e in situazioni di contatto con la natura.

 

L’influenza sugli adolescenti del sostegno sociale degli adulti diversi dai genitori

Paolo Gambini, Emilio Brecciaroli e Alessandro Petrucci

 

Il presente studio intende offrire uno stimolo per allargare l’interesse ad approfondire le conoscenze sull’influenza che il sostegno sociale degli adulti diversi dai genitori, come insegnanti, mentori naturali e mentori presenti all’interno di programmi, ha sulla crescita degli adolescenti. Lo studio intende svilupparsi attraverso una rassegna narrativa dei più recenti studi presenti sul panorama internazionale che hanno indagato il sostegno sociale degli adulti diversi dai genitori nei riguardi degli adolescenti. Utilizzando la lente consolidata del supporto sociale, verranno presi in considerazione gli studi che riguardano l’influenza che la relazione con gli adulti diversi dai genitori ha nel funzionamento scolastico dell’adolescente, nella promozione della salute e nella prevenzione del disagio.

 

ESPERIENZE

 

Didattica a distanza e dipendenza dall’adulto

Esperienze di scuola primaria

Francesco Gallì

 

Partendo dalle osservazioni di alcune insegnanti, si è cercato di verificare se la dipendenza da familiari adulti durante la didattica a distanza (dad) abbia creato difficoltà e dipendenza al rientro in classe. A 64 insegnanti di scuola primaria (classi prima, seconda e quinta) è stato somministrato un questionario su tali argomenti; con tre partecipanti per ciascun livello scolastico sono state svolte interviste di approfondimento. Le analisi statistiche mostrano che la difficoltà nel rientro in classe correla con la dipendenza dall’insegnante e nella dad (colta dalle insegnanti più esperte). Questi problemi diminuiscono in quinta, in modo significativo per la dipendenza. L’entità dei problemi appare relativamente bassa dal questionario, ma le interviste rivelano come, focalizzandosi su singoli alunni, le insegnanti colgano vari segnali di difficoltà.

 

Recensioni

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